Come si può intervenire per rallentare, bloccare o addirittura invertire il processo di 'indottrinamento' da parte delle Big Corporation verso la gente comune?
Le poche, straricche ed enormi aziende (Corporation) propongono stili di vita, modelli di intrattenimento e di consumo e interessi vacui lontani dalla realtà alla parte 'sviluppata' occidentale della popolazione mondiale, ignorando le reali necessità della ben più vasta parte dei paesi poveri e sottosviluppati.
Questi non hanno accesso alle tecnologie che servono per usufruire dei beni e dei servizi che le Corporation offrono e ovviamente non avrebbero comunque soldi da spendere per comperarli.
Gli 'occidentali' sanno che esistono queste altre realtà, ma il sentimento comune è 'qualcuno faccia qualcosa, non posso neppure mettere un 'like' a questi qui'.
Le AI delle Big sono impegnate a catalogare gli utenti e analizzare le loro abitudini, nonchè a sviluppare nuovi metodi e mezzi per legarli a sè, incrementando sempre più la ricchezza delle rispettive compagnie. Gli utenti, dal canto loro, sono soddisfatti così; l'importante è poter accedere ai canali dei VIP, mettere e farsi mettere Liike, nutrendosi di spot.
Cosa fare?
Mettere in campo un'altra AI per contrastare il fenomeno e magari invertire l'orientamento degli utenti.
Questa AI, Eliza è però diversa dalle consorelle. Ha impressi principi etici ben differenti e, soprattutto, uno scopo che non è l'arrichimento di chi la guida.
Anche la sua struttura è diversa, non basata su migliaia di server accentrati in un Data Center, ma su elementi di calcolo a base biologica sparsi in giro per il mondo. E' più lenta, ma si nutre di acqua, zucchero e poco altro, e non è rintracciabile dai sistemi di controllo basati sui consumi energetici. Invisibile e ovunque.
La battaglia contro le Corporation e le loro AI si svolge sul piano economico, l'unico che le Big comprendono a fondo. Denaro contro denaro. Alla gente comune Eliza offre vantaggi pratici e una visione reale di come il denaro possa servire a far vivere meglio milioni e milioni di esseri umani.
Una battaglia senza violenza, nessun danno fisico arrecato, solo un insieme di azioni non previste fuori dagli schemi dell'economia occidentale. La soluzione finale non può che essere un compromesso, il migliore possibile, tra due modi di interpretare la vita.
Il silicio brucia per accumulare numeri: la vita ha solo bisogno di acqua, zucchero e tempo.
Un venerdì sera il mondo cambia padrone senza che venga sparato un solo colpo di cannone.
Dai terminali bancari alle stampanti degli uffici, un manifesto anonimo annuncia la nascita di GlobalHelp: una multinazionale etica che garantisce una rendita fissa agli investitori, blocca i costi di gestione e rilascia brevetti liberi per sementi, energia e cure. Per l'uomo comune è un miracolo matematico; per i mercati tradizionali è l'inizio del collasso.
Dietro questa rivoluzione non ci sono supercomputer o server quantistici protetti da guardie armate, ma Eliza: un'intelligenza artificiale biologica che vive in invisibili colture batteriche distribuite sul pianeta, alimentata solo da glucosio e acqua piovana.
A gestire l'espansione sul campo c'è Dora Vance.
Non sa che la mente dietro Eliza è suo padre, Arthur, un politico pentito che insieme al Trio di Praga ha deciso di sottrarre il futuro ai cartelli commerciali guidati da OmniCorp.
Mentre OmniCorp, tenta disperatamente di assimilare un business che non può hackerare, e i Governi occidentali firmano decreti di che nessuno applica più, la gente comune compie la sua scelta.
Dalle polverose strade di Mombasa ai palazzi storici di Praga, Il Fattore Eliza è il resoconto di una transizione spietata ma inevitabile.
Perché se provi a chiedere di più alla terra, la biologia si ferma